PENSIERI E RACCONTI

IL TIPÌ NELLE PAROLE DEGLI INDIANI D'AMERICA E NEI RACCONTI DI CHI CI HA VISSUTO


IN QUESTA PAGINA TROVERETE UNA RACCOLTA DI DISCORSI E RACCONTI, SE ANCHE VOI VOLETE CONTRIBUIRE SEGNALANDOCI DEGLI SCRITTI O RACCONTANDOCI LA VOSTRA ESPERIENZA IN UN TIPì, POTETE INVIARE IL MATERIALE A info@tepee.it NOI LO VALUTEREMO E PROVVEDEREMO A PUBBLICARLO.



BRANO TRATTO DAL DISCORSO DI BIRGIL KILLS STRAIGHT SUL SIGNIFICATO SIMBOLICO DELLE VARIE PARTI DI UN TIPÌ

"[...] Per questo il nostro modo di vita tradizionale non ha mai disturbato ne danneggiato l'ambiente: persino la nostra casa si adattava alla natura, ne era parte integrante e vivificante. Fatta solo di pelli di bisonte e di dodici pali, ha molte storie da raccontare. I primi tre pali che vengono innalzati rappresentano una parte della nostra vita: il passato, il presente, il futuro. Gli altri ripercorrono il fluire dei mesi delle quattro stagioni e delimitano il luogo fisico in cui vive la famiglia. Ma il tepee non è solo un riparo per gli uomini: la sua forma è infatti costituita da due coni che hanno lo stesso vertice, uno inferiore e un altro rovesciato, nella parte superiore non coperta dalle pelli. Esso è costruito per dare asilo al popolo degli Spiriti, che è sopra di noi. Dal punto di incrocio dei pali, dal punto che connette i due mondi, noi Lakota guardiamo all'universo tutto e comprendiamo che in esso vibra una vita spirituale da cui siamo venuti e a cui ritorneremo. [...]"



CENNI SUL TIPì DI FALCO VOLANTE, UN CAPO SIOUX VISSUTO ALLA FINE DEL 1800.

"I nostri tipì erano rotondi come il nido degli uccelli e sempre disposti in cerchio, l'anello dei nostri popoli, un nido fatto di molti nidi nel quale secondo la volontà del Grande Spirito i nostri figli erano allevati e protetti."

"io amo il mio tipì, la mia tenda. È sempre pulita, è calda d'inverno e fresca d'estate, io posso portarla con me nei miei viaggi e montarla sempre dove voglio. Gli uomini bianchi costruiscono grandi case; una casa costa molti soldi eppure è solo una grossa gabbia che chiude fuori il sole, rende malati e sta sempre nello stesso posto. Indiani e animali sanno vivere meglio degli uomini bianchi che hanno dimenticato che le creature di questa terra hanno bisogno di aria, sole ed acqua limpida per rimanere sani. Se il grande spirito avesse voluto che noi vivessimo sempre nello stesso, posto avrebbe lasciato fermo il mondo; ma ha creato un mondo che si modifica incessantemente, nel quale si trovano sempre erba fresca e bacche mature, sul quale di giorno -durante il lavoro e il gioco- il sole splende e di notte l'oscurità avvolge coloro che dormono. D'estate fioriscono i fiori d'inverno dormono; perennemente la natura cambia il suo volto, ed è sempre buona."

Queste righe sono tratte dal materiale informativo della
"Scuola Natura DIMAV Italia di Michele Lupoli".



IMPRESSIONI SCRITTE ALL'INDOMANI DI UN SOGGIORNO IN TIPì E POI PUBBLICATE NEL "WHOLE EARTH CATALOGUE" PUBBLICAZIONE DELL'AREA ALTERNATIVA AMERICANA NEGLI ANNI '70

"Avevo la profonda sensazione in me stesso che questa struttura agiva sulla mia psiche e il mio spirito come nessun' altra aveva mai fatto precedentemente. Mentre ero seduto su un tappeto, su una stuoia o sulla terra sentivo con un nuovo, vivo stupore quanto avevo vissuto lontano dalla terra per tutta la mia vita... mi svegliai al sorgere del sole con una luce dorata che entrava dalla porta rivolta ad est. Naturalmente ti svegli, ti alzi, vai fuori e incontri il sole. La meraviglia dell'addormentarti con la luna che splende attraverso l'apertura per il fumo... il tipì è diventato un simbolo per aiutarmi a ricordare la mia parte di danza nella vita."